Natale 2013, Made in Italy, per i regali scegli l’Italia

Negli scorsi giorni, migliaia di coltivatori e allevatori della Coldiretti, provenienti da tutte le Regioni d’Italia, hanno presidiato il valico del Brennero nell’ambito della mobilitazione  in difesa del Made in Italy e dell’agricoltura italiana, denominata:  “La battaglia di Natale: scegli l’Italia”, “La battaglia di Natale per il Made in Italy”.

 

Una protesta pacifica, ai piedi del Brennero, per difendere quanto di più glorioso e caro ha il nostro Paese: il Made in Italy, oltre che  per smascherare i prodotti agroalimentari di scarsissima qualità che entrano in Italia attraverso le frontiere e che, una volta entrati nella nostra penisola, sono pronti a “camuffarsi” da artigianali specialità italiane. Una mobilitazione, dunque, per difendere l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che attraversano le frontiere per essere spacciate successivamente come produzioni italiane, ma che in realtà rappresentano il “finto Made in Italy”.

 

In questo periodo poi, questo “finto prodotto italiano” è  diretto, prevalentemente, sulle tavole in vista del Natale, all’insaputa degli acquirenti per la mancanza di una normativa chiara sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti. Ma la difesa di questo importante marchio, il Made in Italy appunto, viene anche da parte dei consumatori stessi: infatti il 63% degli italiani cerca i prodotti nostrani, certificati e sicuri,  per i propri acquisti di Natale. Questo fattore risulta molto positivo per l’economia italiana, perché acquistate prodotti Made in Italy per Natale non solo aiuta le nostre realtà locali, ma garantisce anche nuove opportunità lavorative in un periodo di difficoltà come l’attuale, che, come noto, sta conducendo alla  chiusura di molte aziende e piccole imprese, con la conseguenza di una perdita massiccia di posti di lavoro.

 

Tuttavia, anche se 6 italiani su dieci imbracciano questo nobile principio, ad oggi la sicurezza di acquistare un vero prodotto Made in Italy non è possibile averla, perché le etichette ingannano, come dimostrano anche i dati di un’ analisi di Coldiretti, basata su dati Deloitte.

Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha in tal proposito affermato che: “Dalle scelte di acquisto in queste festività di Natale dipende la sopravvivenza di moltissime imprese, ma per oltre la metà della spesa l’etichetta mente e indica solamente il luogo di confezionamento o ultima lavorazione dei prodotti alimentari in vendita. Accade cosi che i consumatori sono ingannati e non possono fare scelte di acquisto consapevoli”.

Secondo Coldiretti, i consumatori credendo di sostenere l’economia, la vita e il lavoro delle nostre campagne italiane in questo difficile momento di crisi, finiscono, senza saperlo, con l’acquistare prodotti che di italiano hanno ben poco, se non forse il nome:  ne sono un esempio i succhi di frutta prodotti con le arance dal Brasile, le mozzarelle e i formaggi prodotti con il latte della Lituania, pasta a marchio italiano e fatta con grano del Canada o dell’Ucraina, prosciutti spacciati per vero San Daniele e in realtà prodotti con carne proveniente dal Belgio e Germania, oppure sughi pronti, preparati con concentrato di pomodoro cinese. Tutte queste specialità,  “spacciate”come italiane, finiscono col fare una vera e propria concorrenza sleale alle nostre produzioni locali.

Sempre secondo stime di Coldiretti, il finto Made in Italy commercializzato sugli scaffali riguarda addirittura due prosciutti su tre, tutti venduti come italiani Dop, ma in realtà provenienti dall’estero. Ma anche il latte non sembra passarsela meglio: tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro provengono dall’estero, senza indicazione in etichetta; segue poi la pasta, dove ben un terzo del  grano usato per la produzione non è stato coltivato in Italia, e circa la metà delle mozzarelle vendute, invece, sono fatte con latte o, peggio, con cagliate straniere.

A causa di questa mancata regolamentazione, solo in quest’ultimo anno, hanno chiuso in Italia 32.500 stalle ed aziende agricole e sono stati persi 36mila posti di lavoro nelle campagne, con impatti devastanti sia sul fronte economico nazionale, che sulla sicurezza alimentare ed ambientale.

Natale 2014, Made in Italy, per i regali scegli l’Italia

Una situazione drammatica, che danneggia tutti: consumatori, agricoltori ed allevatori italiani, questi ultimi impegnati, con grandi sforzi e serietà, nella produzione di alimenti di qualità, da primato a livello comunitario sulla base di precise disciplinari.

In attesa che le nostre Istituzioni si impegnino ancor di più, affinché sia realizzata l’attuazione della norma per obbligare ad indicare in etichetta la reale provenienza degli alimenti, oltre che per “assicurare l’accessibilità delle informazioni e dei dati sulle importazioni e sui relativi controlli”, il consiglio della Coldiretti per gli acquisti di Natale è il seguente: acquistare solo prodotti a denominazione di origine (Dop) direttamente nelle aziende, nelle botteghe o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Anche nella grande distribuzione è possibile trovare prodotti dove viene indicato esplicitamente 100% italiano, muniti anche del marchio valoriale FAI (Firmato agricoltori italiani).

S.Bonvini

Print Friendly, PDF & Email

Share

Articoli collegati

About Author