News Moda - Arte - Design banner_home — 06 dicembre 2013
Intervista con l’intrigante scrittore di noir e spystories , Andrea Carlo Cappi

Andrea Carlo Cappi nasce  a Milano nel 1964. Alle attività di scrittore, saggista, curatore di collane e riviste, affianca quella di sceneggiatore di fumetti e fiction radiofoniche.  Il poliedrico Andrea Carlo Cappi  ha curato ogni genere di narrativa popolare: dal thriller alla spy-story,  dall’avventura al fantastico (fantasy, fantascienza, horror), sino a toccare il genere umoristico e la satira. Ha pubblicato con Mondadori, Sonzogno, Vallardi, Sperling & Kupfer e numerose altre case editrici.
Dopo una collaborazione con Radio-Rai nel 1991, ha esordito nel 1993 sulle pagine de Il Giallo Mondadori con il racconto Anche il sole tramonta.

Ma per scoprire l’intrigante a bravo Andrea Carlo Cappi, non vi resta che leggere questa intervista che ci ha rilasciato.

Cappi, lei è un bravissimo e poliedrico scrittore, quando ha cominciato a scrivere romanzi?

Ho deciso di diventare uno scrittore verso la fine del 1970. Avevo sei anni. Circa vent’anni dopo, nel 1991, qualcuno ci ha creduto e sono stato chiamato a collaborare con RadioRai, alla seconda stagione di un programma interrotto alla fine della prima annata. Finalmente nel 1993 è uscito il mio racconto di esordio su «Il Giallo Mondadori». Dopo quattro anni di storie brevi, nel 1997 sono usciti i miei primi due romanzi. E ho continuato. A proposito, nel 2003 sono tornato a Radio Rai, con il serial «Mata Hari», andato in onda due volte con successo.

Come nascono i suoi romanzi?

Dalle idee che mi vengono di continuo, partendo da luoghi, fatti, personaggi che mi suggeriscono qualcosa. A volte uno spunto può restare fermo per oltre un decennio, poi trova qualche elemento a cui unirsi e genera un frammento di storia. Da lì in avanti i personaggi fanno tutto il resto e io mi limito a prendere nota mentre li vedo muoversi e li sento parlare.

Perché predilige scrivere generi così oscuri?

A dire il vero ho scritto anche storie umoristiche… persino qualcuna in cui non moriva nessuno. Ma il thriller crea emozioni e coinvolgimento nel lettore, ed è questo che voglio trasmettere.

Quante sono state le sue pubblicazioni sino ad oggi?

Contando romanzi, antologie personali, saggi, un romanzo a puntate non ancora raccolto in volume e, di recente, qualche ebook… dovrebbero essere circa quaranta.

Chi è François Torrent?

L’alias che ho assunto quando ho cominciato la serie «Nightshade» per Segretissimo Mondadori, nel 2002. La redazione mi aveva chiesto di assumere uno pseudonimo francese, in omaggio alla tradizione spionistica d’Oltralpe. Io, più legato all’area tra Barcellona e le Baleari, ho preferito un cognome catalano che sembrasse francese. Poi chi si nascondesse dietro quello pseudonimo è stato svelato in modo ufficiale, ma firmo ancora la serie con lo stesso nome.

In che misura François Torrent le somiglia?

Ormai siamo identici, ho assunto definitivamente anche il suo aspetto fisico. Inoltre da quasi vent’anni scrivo con il mio vero nome le storie con Carlo Medina, le cui vicende si intrecciano spesso con quelle di Nightshade. Dallo scorso settembre anche i romanzi di Medina sono diventati un appuntamento ricorrente per i lettori di Segretissimo… e continuo a firmarli Andrea Carlo Cappi.

Quali sono i suoi ultimi libri?

Tra settembre e ottobre 2013 sono usciti il breve e-book erotico-distopico «Nuova carne» (ErosCultura.com) scritto con Ermione, mia complice abituale; e in edicola il romanzo «Medina: Malastrana» (Segretissimo Mondadori, ora disponibile solo in ebook) e la riedizione di «Ladykill/Morte accidentale di una lady» (con il settimanale «Stop», che lo ha reintitolato «Complotto»). A novembre è arrivata in libreria l’antologia di autori vari che ho curato per Novecento Editore, «Un giorno a Milano», giunta subito alla seconda edizione. Per il solo mese di dicembre si troverà in edicola da Segretissimo Mondadori «Nightshade: Programma Firebird», firmato appunto François Torrent. Ed è in arrivo da Cordero Editore (presto disponibile sul suo sito) il mio saggio «Lettera K-Scrittura creativa e lettura consapevole». Nei primi mesi del 2014 sono in programma nelle librerie la riedizione di «Nightshade: Obiettivo Sickrose» (Edizioni CentoAutori, sempre firmato François Torrent) e una novità assoluta, primo volume di un mio ciclo horror-erotico: «Le vampire di Praga» (Edizioni Anordest, stavolta come Andrea Carlo Cappi).

Convinca con poche righe i lettori a non perdersi almeno uno dei suoi ultimi capolavori.

Da vent’anni, che i giornali parlino di me oppure no, che io appaia in televisione oppure no, i lettori continuano a seguirmi e a chiedermi altre storie. Se mi conoscete, non ho bisogno di dirvelo. Se non mi conoscete, scoprite perché.

È consapevole di vivere in un Paese dove la cultura fatica a far sentire la propria voce?

L’ho notato anch’io. E il fatto che in Italia la cosiddetta «cultura» ancora oggi non consideri «cultura» la cultura popolare, secondo me, è una delle cause.

Cappi si confessi: ha fatto il provino per “Masterpiece”?

No. Ma, se vogliono, possono mandare qualcuno a filmarmi nelle serate in cui mi esibisco nei «racconti dal vivo», improvvisati in pochi minuti sulla base di incipit e frasi imprevedibili suggerite al momento dal pubblico in sala. Lo faccio da quindici anni è l’ingresso è libero.

Ultima domanda: la sua scrittura è scorrevole, intrigante mai banale, si è dato precisi modelli?

Modelli precisi no. All’inizio ero influenzato da tutto ciò che avevo letto e visto fin da bambino, e di sicuro da alcuni autori in particolare, anche se diversi fra loro. Ma negli ultimi vent’anni ho assorbito parecchio anche da molti autori che ho tradotto. Per fare una citazione di profonda cultura (popolare), ricordo una storia a fumetti di Stan Lee e Jack Kirby in cui i Vendicatori affrontavano il Super Adattoide, un essere artificiale che aveva assorbito tutti i loro poteri e da solo valeva quanto l’intera squadra. Il segreto è usare il superpotere giusto al momento opportuno.

 

S.Bonvini

 

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