La Commissione europea potenzia gli aiuti umanitari al Mali per rispondere alla crisi

La Commissione europea potenzia gli aiuti umanitari destinati al Mali con un contributo di 20 milioni di euro – un aumento necessario che aiuterà il paese a far fronte all’aggravarsi di una crisi che sta spingendo un’ampia parte della popolazione a fuggire dal conflitto, mentre migliaia di bambini sono gravemente denutriti.

Kristalina Georgieva, Commissaria europea per la Cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, è attualmente in Mali, dove si era già recata un mese fa, per valutare la situazione e decidere come impiegare gli aiuti in modo da ottenere i benefici maggiori.

La Commissaria ha dichiarato: “Dall’anno scorso una crisi triplice si è abbattuta sulla popolazione del Mali: dapprima la siccità e il crollo dei raccolti, poi la crisi politica e infine gli scontri scoppiati quando gruppi islamici radicali hanno preso il controllo nel nord del paese. Agendo tempestivamente e coordinando la risposta a livello internazionale, abbiamo arginato gli effetti peggiori della crisi alimentare, qui come nel resto del Sahel, alleviando le condizioni di quasi 18 milioni di persone.

Tuttavia la crescente violenza degli scontri scoppiati nel nord ha costretto oltre 350 000 persone a scappare a sud e nei paesi confinanti, causando un’emergenza umanitaria. Abbiamo aumentato i nostri aiuti di 20 milioni di euro per sostenere l’operato dei nostri partner umanitari in Mali e nei paesi vicini, che ho incontrato durante la mia visita a Bamako lo scorso dicembre. Da allora però la situazione si è deteriorata, perché gli scontri tra le forze islamiche e l’esercito del Mali si sono spostati verso sud, causando ulteriori emergenze. Per questo abbiamo stanziato altri 20 milioni di euro per fare fronte a una situazione di maggiore vulnerabilità dal punto di vista umanitario.

Faccio appello ad altri donatori affinché intervengano al più presto per aiutare la popolazione, messa in ginocchio da mesi di sofferenza. Mi rivolgo anche a tutte le parti affinché garantiscano la tutela della popolazione e il rispetto del diritto umanitario internazionale“.

Il nuovo finanziamento di emergenza sarà usato per aiutare i bambini gravemente denutriti, per assistere circa 100 000 rifugiati nei paesi confinanti e per fornire cibo e cure di base a oltre 150 000 abitanti del Mali coinvolti nei combattimenti in corso.

La situazione umanitaria in Mali è sempre più instabile: le lotte cruente costringono la popolazione a spostarsi, mentre le organizzazioni umanitarie hanno difficoltà a raggiungere determinate zone.

L’inasprirsi del conflitto rende sempre più grave la crisi alimentare in corso e nel 2013 milioni di cittadini maliani rischieranno l’insicurezza alimentare. Nonostante buoni raccolti, i prodotti di base continuano ad avere prezzi molto alti e sono quindi inaccessibili ai più poveri. In alcune zone del sud il tasso di denutrizione grave è ancora al di sopra delle soglie di emergenza, mentre al nord non possono essere fatte indagini in merito.

 

Contesto

Occorre rispondere all’emergenza con un’azione di vasta portata su due fronti: rispondere alle necessità ulteriori causate dal conflitto e limitare le conseguenze dell’insicurezza alimentare e della denutrizione.

Ai cittadini del Mali sfollati l’anno scorso a causa dei conflitti (145 000 rifugiati e 200 000 sfollati interni) si aggiungono i nuovi arrivati nei campi allestiti in Burkina Faso, Mauritania e Niger nonché nei villaggi e nelle città del Mali del sud. Questa situazione inasprisce la pressione sulle comunità ospitanti, già vittime dell’annosa grave crisi alimentare che ha colpito il Sahel. Complessivamente, si stima che nel 2013 saranno 10,8 milioni le persone a rischio di fame nella regione del Sahel, inclusi 4,2 milioni di maliani. Nel Mali settentrionale si calcola che 510 000 persone necessitino di assistenza alimentare immediata.

Nel 2012 la Commissione europea ha destinato 73 milioni di euro agli abitanti del Mali vittime della crisi alimentare e del conflitto politico nel paese. Gli Stati membri dell’Unione europea hanno donato ulteriori 38 milioni di euro, portando il contributo complessivo dell’UE nel 2012 a 111 milioni di euro.

Gli aiuti umanitari della Commissione europea al Mali hanno permesso alle agenzie dell’ONU, alla Croce rossa/Mezzaluna rossa e alle ONG internazionali di reagire rapidamente alle esigenze umanitarie in costante aumento. Nonostante le difficoltà nel garantire la sicurezza, le organizzazioni umanitarie hanno continuato a fornire assistenza sanitaria, medicinali e cibo, approvvigionamento idrico e impianti igienico-sanitari, prevenzione e contrasto delle epidemie nelle regioni di Kidal, Gao e Timbuktu.

A seguito della riunione dei Ministri degli esteri convocata dall’Alto Rappresentante UE Catherine Ashton e svoltasi la settimana scorsa, il Commissario europeo per lo sviluppo Andris Piebalgs ha annunciato la decisione della Commissione europea di stanziare 50 milioni di euro in favore del Fondo per la Pace in Africa per sostenere lo svolgimento della missione internazionale di sostegno al Mali sotto guida africana (AFISMA).

Alla luce delle difficoltà incontrate dalle popolazioni civili del Mali, e per sostenere gli sforzi del governo del Mali nella transizione democratica, potrebbero essere rilanciati un certo numero di programmi di sviluppo dedicati al Mali. A tale scopo è previsto lo stanziamento di circa 250 milioni di euro. Il proseguimento dei programmi esistenti contribuirà – tra le altre cose – a rafforzare la società civile e la sicurezza alimentare e a migliorare l’approvvigionamento di acqua potabile che la città di Bamako ricava dalla località di Kabala.

Il 17 gennaio i ministri degli Esteri dell’UE si sono accordati su una serie di misure concrete per venire in aiuto alle autorità del Mali: lancio della missione di formazione dell’UE per promuovere e riorganizzare le forze armate del Mali, sostegno all’elaborazione di una tabella di marcia per ripristinare la democrazia e l’ordine costituzionale, nomina di un rappresentante speciale dell’UE per il Sahel. Il 5 febbraio l’UE organizzerà a Bruxelles una riunione ministeriale dedicata al sostegno internazionale e al gruppo di controllo della situazione nel Mali.

 

 

 

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