Made in Italy, moda e lusso in crescita, è boom nei Paesi emergenti

La domanda interna dei paesi emergenti, come Brasile, Sudafrica, Cina e India sarà uno dei fattori che potenzialmente potrebbe alimentare il flusso dell’export Moda e lusso “made in Italy” nel 2013. Infatti i dati parlano chiaro: moda e lusso “Made in Italy” continuano a crescere nonostante la crisi e, solo nel 2011, i maggiori gruppi di moda italiani  hanno registrato un vero e proprio boom nei loro rispettivi tassi di crescita.

La media è stata del 10,1% con un fatturato totale di poco inferiore ai 200 miliardi di euro, mentre il risultato netto è cresciuto del 25,4% e il margine operativo del 21,9%. Spiccano il volo sia le vendite di abbigliamento, che sono aumentate dell’8%, sia quelle dell’hard luxury (gioielli e orologi) che sono balzate di un bel +18%.

Nei Paesi emergenti, infatti, i governi hanno spazi di manovra per pacchetti d’interventi di stimolo della domanda interna. In Messico e Brasile, per esempio, la ricchezza dovrebbe crescere di circa il 3,5% e, insieme a Colombia, Cile e Perù si trovano ben posizionati per resistere a un rallentamento globale. Invece, grazie soprattutto alle politiche espansive presenti nelle Americhe, per il 2013 possiamo attenderci un lieve miglioramento del Pil che dovrebbe salire in media al 3,6% contro il 3% del 2012.

Molto dipenderà dagli Usa dalla cui industria arrivano segnali positivi, specie dai settori dell’auto, della chimica, dell’alimentare, dell’aeronautico e farmaceutico.

Per quanto riguarda Africa e Medio Oriente, le previsioni parlano di un Pil in crescita del 4,2%. Per il Pil dell’Asia ci si attende una crescita del 6,6% dal 6,1% di quest’anno e le prospettive di crescita nel Sudest asiatico, secondo statistiche, continueranno a rinforzarsi grazie al potenziamento della domanda interna.

Una situazione piuttosto positiva, dunque, per il nostro “Made in Italy”, che ha visto crescere, solo nel 2011, gruppi della moda italiana come Ermenegildo Zegna, Giorgio Armani, Salvatore Ferragamo, OTB (di Renzo Rosso), Prada, Max Mara e Tod’s. Cinque di questi gruppi, e cioè Ferragamo, Zegna, Tod’s, Prada e Armani, si distinguono con incrementi a doppia cifra sia del margine sia del fatturato. Le previsioni per gli anni a venire sono comunque di ulteriore crescita, con tassi medi annui attorno al 7% e con aspettative particolarmente positive per il segmento hard luxury (gioielli e orologi).
Le tre direttrici lungo le quali i gruppi moda italiani hanno operato nel 2011 sono state:

  • rinnovo e potenziamento della rete di negozi
  • arricchimento della gamma e della qualità dei prodotti
  • rafforzamento dei marchi, soprattutto attraverso una comunicazione commerciale efficace

Tuttavia, i consumatori agiati dei nuovi mercati emergenti del Sud America, di Asia ed ex Unione Sovietica rimangono il traino primario della crescita per il settore della moda e lusso Made in Italy.

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