Iniziano i saldi, ma le tasche degli italiani sono più vuote che mai

Secondo il Codacons, dopo la brusca frenata dei consumi natalizi, anche i saldi invernali sono a rischio contrazione negativa delle vendite, a dimostrazione che le famiglie italiane sono oberate e strangolate da tasse varie, rate e bollette da pagare e, di conseguenza, non hanno più soldi in tasca da spendere.

Codacons rileva cheAnche nel 2013 si confermerà il trend negativo degli acquisti in regime di saldi al punto che, rispetto ai saldi invernali del 2009, il budget che le famiglie dedicheranno allo shopping sarà addirittura dimezzato. Quattro anni fa, infatti, la spesa media delle famiglie durante i saldi era pari a 450 euro; per i prossimi saldi in partenza il 2 gennaio, invece, le famiglie spenderanno una media di 224 euro, con una contrazione del 50,2% in soli 4 anni”.

Già nel 2011 – sottolinea l’Associazione dei Consumatori – le vendite hanno registrato un andamento particolarmente negativo, e in alcune città si è raggiunto un calo fino al -30%. Secondo una stima di Codacons “I prossimi saldi non andranno meglio e la riduzione degli acquisti, considerati i numeri già disastrosi degli ultimi anni, si attesterà attorno al -15% su scala nazionale. Solo il 40% delle famiglie potrà permettersi di fare qualche acquisto in regime di sconti, per una spesa complessiva non superiore a 2,1 miliardi di euro”

Secondo il presidente Codacons, Carlo Rienzi, “La scelta di far partire gli sconti subito dopo le feste di Natale e di Capodanno è un suicidio. Le tasche delle famiglie sono più che mai vuote, e gli acquisti di beni non indispensabili vengono rimandati a tempi migliori. Alla luce dell’ennesimo flop dei saldi, crediamo sia giunta finalmente l’ora di liberalizzare gli sconti e introdurre giornate di vendite promozionali straordinarie come avviene all’estero“.

Codacons stima che ogni famiglia spenderà in media 224 euro, ovvero il 16%  in meno rispetto allo scorso anno. Confcommercio, invece, ha stimato che ogni famiglia spenderà in media 359 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento e accessori, per un valore complessivo di 5,6 miliardi, pari al 18% del fatturato di questi comparti.
Federconsumatori e Adusbef stimano invece  un badget inferiore, circa 219 euro a famiglia.

Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio afferma che “I saldi rappresentano un appuntamento annuale irrinunciabile ed anche uno straordinario rito collettivo capace di attrarre l’interesse di quasi 16 milioni di famiglie italiane e di numerosissimi turisti stranieri affascinati dal made in Italy. Ma, in questo periodo speriamo possano rappresentare una chance per i negozianti del settore moda dopo una stagione come quella di quest’ autunno/inverno partita col freno tirato e per i consumatori per soddisfare una necessità e/o un desiderio con l’acquisto di un capo di qualità a prezzo più accessibile. I saldi di quest’anno saranno caratterizzati da qualità, ampiezza di assortimento e soprattutto prezzi, con percentuali di sconto veramente allettanti”.

I saldi sono iniziati ieri, 2 gennaio 2012, in Basilicata, Campania e Sicilia, mentre per le altre Regioni bisognerà attendere sabato 5 gennaio, fatta eccezione per la provincia di Trento dove i commercianti fisseranno liberamente i periodi dei saldi. 
Intanto i negozianti, dopo i deludenti dati sulle vendite natalizie, sperano vivamente che con i saldi possa arrivare una ventata d’aria nuova, necessaria e vitale per la sopravvivenza delle stesse attività commerciali.
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