News Politica — 02 Gennaio 2013
Voto 2013, Monti: “La gente ha sete di sangue della casta”(VIDEO)

Mario Monti in un’intervista a “Radio anch’io” parla dell’intesa raggiunta negli Usa, tra Democratici e Repubblicani, per ricordare il precedente della larga maggioranza in Italia che ha sostenuto il suo governo: “Per affrontare il problema del disavanzo pubblico perfino negli Stati Uniti si è fatto ricorso ad un accordo tra democratici e repubblicani“.

Secondo Monti: “La sete di sangue della gente nei confronti della Casta è diventata tale che qualunque taglio alla spesa pubblica sarebbe visto come insufficiente. Ma ancora c’è molto da fare. Il costo della politica non è solo la casta ma è il non decidere o il farlo guardando al risultato delle prossime elezioni e non agli interessi della gente“. Poi, l’ex premier promette una “Riduzione del numero dei parlamentari e una semplificazione del processo legislativo e organizzazione territoriale dello Stato“.

Infatti, secondo Monti, “serve una legislatura costituente. Ciò che è da fare non è nuovo, ciò che è mancato è lo spirito e la volontà coesa per farlo. Spero che la prossima legislatura faccia capire agli italiani che c’è un interesse comune e che occorre battersi affinché l’Italia non sia una Cenerentola e che non si parli di complotti contro l’Italia. Siamo seri, siamo adulti…“.

Per il professore l’obiettivo primario resta “la crescita”, per tal motivo “bisognerebbe coalizzare chi e’ per le riforme e non per la conservazione“, afferma Monti, specificando che per alcune riforme, come quella sulla legge elettorale, “serviranno maggioranze largheOra la distinzione fondamentale e’ tra chi vuole cambiare il Paese e chi a sinistra, mi riferisco a Vendola e a Fassinae a destra, si oppone a questo cambiamento“, sottolinea Monti.

in merito a Bersani, Monti afferma: “Io sto con le riforme. Sono un innovatore, Fassina e Vendola vogliono conservare un mondo cristallizzato“. Sulle riforme da fare il Professore parla di riduzione dei parlamentari e semplificazione normativa, poi sottolinea i primi obiettivi della coalizione da lui stesso guidata : “Ridurre la tassazione sul lavoro e parallelamente la spesa pubblica“. L’ex premier ha ribadito che la prima azione sul fronte fiscale del suo Governo e’ stata già inserita nella legge di stabilità e prevede di “ridurre tassazione che grava su lavoro, sui lavoratori e sulle imprese, e parallelamente ridurre la spesa”.

Mario Monti spiega che “Servono alleggerimenti di situazioni per le famiglie, soprattutto quelle numerose, un sistema sanitario che funzioni meglio, a costi minori, e un sistema fiscale che consenta una redistribuzione del reddito dai più ricchi ai più poveri“. Alla domanda del cronista “Con chi si schiererà?” l’ex premier risponde “Io sto per le riforme che rendono l’Italia competitiva e creano posti di lavoro. Se finisce il bipolarismo si farà un passo in avanti – continua Monti – il polo di destra e il polo di sinistra hanno avuto un significato in passato, oggi molto meno. La distinzione fondamentale ora è tra chi vuole cambiare il paese rendendolo più moderno e competitivo, in stretta collaborazione con l’Europa, e tra chi a sinistra, mi riferisco a Vendola e Fassina, e a destra, mi riferisco a tante posizioni nel Pdl, si oppone a questo cambiamento”.

Poi il riferimento a Berlusconi, Monti infatti ricorda come Berlusconi abbia avuto “posizioni oscillanti” nei suoi confronti, passando dal considerarlo un “leaderone” a un “leaderino“, e poi aggiunge: “Spero che gli elettori siano meno confusi di me“. E sulla proposta di  una commissione d’inchiesta per fare chiarezza sulla caduta del governo Berlusconi precisa: “La trovo un’idea stravagante, tardiva, interessante. Ben venga… Berlusconi ha usato contro di me armi improprie, come i valori della famiglia. La cosa si commenta da sè“.

Monti a ‘Radio Anch’io’ precisa: “Berlusconi mi confonde sul piano logico e mi confonde a tratti sul piano dell’eccessivo elogio. In altri momenti, forse allora ero un leaderone e non un leaderino, mi ha offerto di prendere la guida del fronte dei moderati. Poi – sostiene – ha detto che il governo ha fatto solo disastri, poi che ha fatto tutto il possibile. Spero gli elettori siamo meno confusi di me”.

Silvio Berlusconi, intanto, continua il suo tour elettorale mediatico e, in un collegamento telefonico con il programma Notizie oggi in onda su Canale 5, prega i moderati indecisi a non disperdere il voto: “Il messaggio più importante – specifica – è che si divenga consapevoli di quello che è successo in questi anni. E’ importante che il voto si concentri o nel Pd o nel Pdl, perché poi gli altri piccoli partiti agiscono non in funzione dell’interesse generale, ma per gli interessi del loro piccolo leader. Il bipolarismo è l’unica forma della democrazia compiuta. Io spero che i moderati si facciano consapevoli del fatto che i voti del “centrino” sono tutti voti che vanno a favore del Pd di Bersani o al partito di Vendola. Credo – ha continuato il Cavaliere – che non si possa votare per Monti se non su una base di simpatia personale, non vedo altri motivi. Spero che gli elettori scelgano la strada migliore, diano il voto direttamente al Partito democratico, piuttosto che sostenere il “centrino” di Fini, Casini e Monti”.

Il professore è convinto di vedere “la luce in fondo al tunnel” che “non ci crollerà sulla testa“. Inoltre, specifica di non avere mai puntato al Quirinale e di non avere mai chiesto ai ministri di candidarsi.

Infine, l’occhio di riguardo verso la Chiesa: “Non so se sono stato benedetto. Per me e per la mia coscienza è importante, come sono importanti altri incoraggiamenti. Io credo che i valori etici siano fondamentali e che debbano essere difesi. Detesto – dice l’ex premier – quei partiti che usano i valori etici, spesso disattesi nella realtà, come arma e accetta contro i rivali. Per esempio come alcuni esponenti del Pdl”.

Il 2013 è iniziato da poche ore ma già si prospetta come l’anno del voto, per molti la svolta tanto attesa dopo un lungo periodo in cui l’Italia è stata stretta nella morsa del dilemma: “berlusconismo”- “antiberlusconismo”, insomma un Paese stretto, stritolato da un bipolarismo coatto, tutto Made in Italy.

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