News Istituzioni Politica banner_home — 01 Gennaio 2013
Napolitano discorso di fine anno: le reazioni della politica (VIDEO)

Come per ogni fine d’anno, il Capo dello Stato rivolge il suo messaggio agli italiani. Per questo Capodanno 2012-2013 il fulcro dell’intervento di Giorgio Napolitano è stato incentrato sul tema del lavoro e sulle difficoltà economiche. L’occhio di Napolitano si è anche posato sulla questione dei minori stranieri nati in Italia e sui detenuti.

Il Capo dello Stato, che terminerà in maggio 2013 il suo settennato, ha pronunciato l’ultimo messaggio dell’anno dopo varie vicissitudini politiche: il 2012, infatti, è stato segnato dall’esperienza di un Governo tecnico, quello di Mario Monti e si chiude con le recenti dimissioni dello stesso premier, a distanza di qualche mese dalla naturale scadenza della legislatura.

Venti minuti di discorso, 18 cartelle e sulla scrivania la presenza del solo leggio con la Costituzione italiana. Giorgio Napolitano ha ricevuto il plauso di diversi componenti della scena politica, tranne Lega e Di Pietro entrambi concordi nel ritenersi amareggiati e delusi da quello stesso messaggio che il Presidente della Repubblica ha rivolto a tutti gli italiani.

Questione sociale al centro delle parole di Napolitano: La realtà sociale è minata dalla crisi economica ormai da quattro anni”, poi ha ricordato le innumerevoli difficoltà che le famiglie italiane affrontano, ogni giorno, a causa delle difficili condizioni economiche. “Al di là delle situazioni più pesanti e dei casi estremi – ha riferito Napolitano – dobbiamo parlare non più di disagio sociale, ma come in altri momenti storici, di una vera e propria questione sociale da porre al centro dell’attenzione e dell’azione pubblica“.

All’inizio del suo discorso, Napolitano ha ricordato cheAlla vigilia di importanti elezioni politiche, non verranno da me giudizi e orientamenti di parte, e neppure programmi per il governo del paese, per la soluzione dei suoi problemi, che spetta alle forze politiche e ai candidati prospettare agli elettori” ricordando anche “l’unità nazionale come bene primario da tutelare“.
Uscire dalla recessione è possibile, ma solo insieme all’Europa.Uscire dalla recessione, rilanciare l’economia” secondo il Capo dello Stato, è possibile “Solo insieme con l’Europa, portando in sede europea una più forte spinta e credibili proposte per una maggiore integrazione, corresponsabilità e solidarietà nel portare avanti politiche capaci di promuovere realmente, su basi sostenibili, sviluppo, lavoro, giustizia sociale”.

Il Capo dello Stato si rivolge anche ai giovani che “Hanno più motivi di tutti per essere aspramente polemici contro scelte sbagliate e riforme mancate“. Secondo Napolitano, “L’importante è che tra i giovani si manifesti, insieme con la polemica e l’indignazione, la voglia di reagire, la volontà di partecipare a un moto di cambiamento e di aprirsi delle strade”.

Nel corso dei suoi 20 minuti di discorso, Napolitano ha affrontato anche il tema della cittadinanza per i figli degli immigrati: “Già un anno fa avevamo 420mila minori extracomunitari nati in Italia: è concepibile che, dopo essere cresciuti ed essersi formati qui, restino stranieri in Italia? E’ concepibile che profughi cui è stato riconosciuto l’asilo vengano abbandonati nelle condizioni che un grande giornale internazionale ha giorni fa documentato e denunciato?”.
Poi il suo pensiero si rivolge alle condizioni delle carceri: “Più che mai dato persistente di inciviltà da sradicare in Italia rimane la realtà angosciosa delle carceri – riferisce il presidente della Repubblica – essendo persino mancata l’adozione finale di una legge che avrebbe potuto almeno alleviarla”.

Con l’avvicinarsi della conclusione del suo discorso, Napolitano ha lanciato un chiaro messaggio, rivolto alla politica ed ai suoi agli equilibri: “Il senatore Monti ha compiuto una libera scelta di iniziativa programmatica e di impegno politico. Egli non poteva candidarsi al Parlamento, facendone già parte come senatore a vita. Poteva, e l’ha fatto (non è il primo caso nella nostra storia recente, facendo riferimento a Lamberto Dini che da premier tecnico poi fece nascere una forza politica) patrocinare, dopo aver presieduto un governo tecnico, una nuova entità politico-elettorale, che prenderà parte alla competizione al pari degli altri schieramenti. D’altronde non c’è nel nostro ordinamento costituzionale l’elezione diretta del primo ministro, del capo del governo”.

Infine, Giorgio Napolitano ha detto, facendo riferimento all’imminente campagna elettoraleAuspico senso del limite e della misura nei confronti e nelle polemiche, evitando contrapposizioni distruttive e reciproche invettivemostrando un profondo rammarico per la riforma elettorale mancata.

Le reazioni dal mondo della politica. Sono molti i protagonisti della scena politica italiana che hanno apprezzato il discorso di fine d’anno del Capo dello Stato, salvo alcune eccezioni, come Lega e Di Pietro.  Il premier uscente Mario Monti, ha parlato di “messaggio forte” da parte di Napolitano, “carico di impegno e di speranza che ha indirizzato agli italiani“. Monti ha poi ringraziato Napolitano per l’alta funzione di equilibrato indirizzo ed impulso che anche quest’anno ha saputo esercitare, ma anche per la continua esortazione a tutte le forze politiche affinché la fase elettorale si svolga all’insegna della ricerca civile e costruttiva.

Per il leader del Pd, Pierluigi Bersani, il presidente “ci ha indicato la strada. La questione sociale evocata da Napolitano deve essere al centro delle preoccupazioni, pur nelle condizioni del necessario rigore e in una prospettiva europea”.

Gli apprezzamenti al discorso di Giorgio Napolitano arrivano anche dal centrodestra, da Ignazio La Russa e Fabrizio Cicchitto. La Russa ha detto: “Le parole del Capo dello Stato mi hanno rincuorato. Specie l’ultima parte quella in cui ,citando Croce, ha detto che solo la politica può tradurre in fatti concreti le aspirazioni di tutti. Mi ha rincuorato anche per quel richiamo alla politica con P maiuscola che ci ha portato a fondare una nuova formazione politica come Fratelli d’Italia”.

Anche Silvio Berlusconi ha apprezzato il discorso del Capo della Stato, affermando in seguito: “Mi riconosco nelle parole rivolte a tutti gli italiani dal presidente della Repubblica che ha ricordato la pesante eredita’ che grava sul futuro delle nuove generazioni e l’urgenza di promuovere la ripresa della nostra economia per risolvere la drammatica crisi sociale che affligge l’Italia”.

Per il presidente del Senato, Renato Schifani il discorso di Giorgio Napolitano è politicamente incisivo: “Alto è il richiamo al valore della politica – ha detto Schifani – al pericolo del suo disprezzo e all’esigenza che questa non si riduca a conflitto per il potere senza anteporre invece il rispetto per il bene comune“.

Il plauso arriva anche da parte di Gianfranco Fini. Per Fini il Capo dello Stato ha fornito a tutta la società italiana, politica compresa, solidi punti di riferimento “L`equilibrio, l`imparzialità e l’indiscusso elevato senso dello Stato con cui il Presidente Napolitano ha affrontato i passaggi più delicati della vita politica del 2012 hanno creato le condizioni per permettere all`Italia di avviarsi sulla via del risanamento, del recupero di fiducia nazionale e di credibilità internazionale“. Complimenti anche da parte di Enrico Letta, Gianfranco Rotondi, Giuliano Cazzola, Nichi Vendola e Massimo Corsaro.

Gli unici fuori dal coro sono stati i politici della Lega Nord e Di Pietro, con il segretario Maroni che chiosa: “Napolitano è deludente: fa il maestrino, tace sui disastri di Monti, non dice una parola per gli imprenditori del Nord uccisi dalla crisi”. Roberto Calderoli si dice deluso, sconcertato, addirittura sdegnato e definisce il discorso di Giorgio Napolitano come uno spot elettorale in favore di Monti:Mi sarei aspettato un mea culpa – ha detto Calderoli, responsabile organizzativo federale oltre che responsabile del territorio per la Lega Nord – e che chiedesse scusa perché la maggior parte dei problemi cui lui stesso ha fatto riferimento, la crisi, la disoccupazione, specie quelle dei giovani, la povertà e le difficoltà dei pensionati e del Paese, sono la conseguenza del Governo Napolitano di cui Monti era l`utile prestanome“.

Anche Antonio Di Pietro si dice deluso e amareggiato: “Mi sento deluso e amareggiato e anche un po’ offeso”. Per Di Pietro Napolitanoha fatto il compitino di cose trite e ritrite. Invece di risolvere il conflitto di interessi si è messo a fare lo sponsor di Mario Monti“. Infine Di Pietro ha aggiunto:Ha preso in giro gli italiani, è un Ponzio Pilato e spero che il prossimo anno sia eletto un presidente migliore”.

Qui i video LE REAZIONI AL DISCORSO DI FINE ANNO DI NAPOLITANO

Reazioni al discorso Napolitano: Flavio Tosi, Lega Nord

Reazioni al discorso Napolitano: Maurizio Lupi, Pdl

Reazioni al discorso Napolitano: La Russa, Fratelli d’Italia

Reazioni al discorso Napolitano: Enrico Letta, PD

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

 

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