Addio Rita Levi Montalcini, premio Nobel e una vita per la scienza
E’ scomparsa oggi, 30 dicembre 2012, Rita Levi Montalcini. La scienziata è deceduta nella sua casa  a Roma. Aveva 103 anni.
Rita Levi Montalcini è morta nella sua camera, piccola ma stracolma di libri e appunti sparsi ovunque. Rita Levi Montalcini ha onorato, sino alla fine, il suo premio Nobel, studiando umilmente, come una scolara che molto deve ancora imparare: la senatrice Montalcini aveva detto, “sento forze che a vent’anni non avevo.”
Un intero Paese commosso e rattristato, mentre nei pressi della sua abitazione romana un continuo via vai di persone, soprattutto giovani, porta l’ultimo omaggio alla scienziata, senatrice e premio Nobel per la Medicina, riempiendo la sua casa di fiori e messaggi. Sempre attiva nella ricerca aveva lavorato sino alle 21 di sabato scorso ai suoi studi, accusando, solo da qualche giorno, dei malori che la rendevano stanca e provata. Oggi, verso l’ora del pranzo, la ricercatrice si è aggravata tanto che i familiari in un primo momento hanno chiamato una ambulanza per portarla d’urgenza alla clinica Villa Margherita. Rita Levi Montalcini accusava brividi e freddo tanto che i suoi collaboratori domestici si sono allontanati per qualche attimo per prendere alcune medicine in farmacia; al loro ritorno la scienziata era già deceduta.
La camera ardente per la scienziata Rita Levi Montacini sarà allestita al Senato e resterà aperta lunedì dalle 13.30 alle 21.00. Alle 15.30 renderanno omaggio alla scienziata il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Presidente del Senato Renato Schifani. Le esequie – si apprende da una nota – avranno luogo il 2 gennaio 2013 a Torino in forma privata.
La Montalcini era nata a Torino nel 1909, e, in questa stessa città, si laureò in Medicina all’Istituto di Anatomia umana, dedicandosi da subito agli studi sul sistema nervoso. Durante la seconda Guerra mondiale, a causa della promulgazione delle leggi razziali, per proseguire le sue ricerche sui processi del differenziamento del sistema nervoso si dovette recare, era il 1938, in Belgio. Nel 1947 viene invitata alla Washington University di St. Louis nel Missouri. Nel 1951 è in Brasile per poter eseguire gli esperimenti di colture in vitro presso l’Istituto di biofisica dell`Università di Rio de Janeiro. Sempre a Rio, nel dicembre dello stesso anno, identifica il fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, noto con l`acronimo NGF). Questa scoperta le fece ottenere, nel 1986, il Premio Nobel per la Medicina.
Nel 1953, al ritorno da St. Louis, la Montalcini unisce il suo lavoro a quello di un giovane biochimico, Stanley Cohen, che utilizzando il sistema in vitro da lei ideato, identifica una frazione proteica tumorale dotata della proprietà di stimolare la formazione dell’alone fibrillare attorno a gangli coltivati in prossimità di frammenti di tumore. Nel 1969 si stabilisce definitivamente in Italia dove assume la direzione dell`Istituto di Biologia Cellulare del Cnr a Roma fino al 1989.
Dal 1993 al 1998 presiede l`Istituto dell`Enciclopedia Italiana Treccani. Durante la sua lunga carriera diviene membro delle più prestigiose accademie scientifiche nazionali e internazionali, come l`Accademia Nazionale dei Lincei, l`Accademia Pontificia delle Scienze, l`Accademia delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Science e la Royal Society.
Impegnata non solo in campo scientifico ma anche in quello sociale, Rita Levi Montalcini istituisce la Fondazione omonima, Rita Levi-Montalcini Onlus, della quale era fondatrice e presidente, e che ha lo scopo di aiutare giovani donne dei paesi dell`Africa nel sostegno all’istruzione a tutti i livelli. Il primo agosto 2001 è stata nominata Senatore a vita.
Nel 2005 ha costituito l’Istituto Europeo di Ricerche sul Cervello, EBRI (European Brain Research Institute), del quale era presidente, e che svolge attività di ricerca nel campo delle neuroscienze.E’ stata autrice di numerose pubblicazioni su riviste e volumi scientifici.
Il presidente del Senato Renato Schifani ha dichiarato: “A nome mio personale e dell’Assemblea di Palazzo Madama esprimo i sentimenti del più profondo cordoglio. Nella sua lunga esistenza, dedicata sino alla fine, con straordinaria lucidità e immutata passione agli studi scientifici, ha illustrato il nostro Paese come pochi altri nel secolo passato“.
Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha riferito:”La sua scomparsa è un gravissimo lutto non solo per la città di Roma e per l’Italia, ma per tutta l’umanità”, mentre Walter Veltroni sottolinea che “se ne va una personalità straordinaria, una donna che nella sua lunghissima splendida vita ha mostrato impegno, forza, ingegno straordinari”.
Nel marzo 2012 la Montalcini rivolge un appello al Governo Montiaffinché non cancelli il futuro di tanti giovani ricercatori, che coltivano la speranza di poter fare ricerca in Italia. Il decreto legge su semplificazioni cancella i principi di trasparenza e merito alla base delle norme che dal 2006 hanno consentito di finanziare i progetti di ricerca dei giovani scienziati under 40 attraverso il meccanismo della peer review, la valutazione tra pari”.
Oltre che sensibile verso il mondo dei giovani scienziati, la Montalcini si è dimostrata anche particolarmente attenta verso l’ambiente, la sua difesa e verso lo sviluppo sostenibile: nel 1998 infatti fonda la sezione italiana di Green Cross International, ONG riconosciuta dalle Nazioni Unite. Significativo l’impegno sulla prevenzione e sulle conseguenze ambientali e sociali delle guerre e dei conflitti legati allo sfruttamento delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione e all’accesso alle risorse idriche.
In occasione del suo 100esimo compleanno, 22 aprile del 2009, la Montalcini dichiarò: “A 100 anni sono ancora profondamente ottimista e penso che anche i periodi difficili, e ne ho avuti, possano portare grande progresso. La mia vita è stata un continuo sviluppo. Sono grata di essere ancora qui. Di essere ancora viva”.
E sempre per quella occasione, l’Istituto Superiore di Sanità aveva festeggiato Rita Levi Montalcini dedicandogli, oltre all’aula nella quale sono conservati libri storici e strumenti scientifici patrimonio dell’Istituto, anche un libro, ‘CuriosaMente‘, con Dvd.  Il volume contiene la raccolta delle testimonianze di alcuni dei suoi allievi e quelle legate al suo periodo di permanenza all’Iss che accolse la scienziata al suo rientro dall’America prima che approdasse al Cnr.
Vale la pena ricordare qualche parola della Montalcini tratta dal libro per quella stessa occasione: “Non ho paura della morte non conta quanto si è vissuto, ma il messaggio che si è dato. E ai giovani dico: credete nei valori, laici o religiosi che siano non fa differenza, ma credere nei valori perché, dopo la morte, rimangono i messaggi che di noi abbiamo lasciato”. 
Addio Rita Levi Montalcini, con il tuo sorriso, il tuo impegno, la tua dedizione alla ricerca e allo studio, hai reso davvero grande la nostra Italia.
 
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