News Politica — 20 Dicembre 2012
Elezioni politiche: alle urne il 24 febbraio, si attende la parola di Monti

Dopo varie accelerazioni, rinvii e lotte tra fazioni, la data delle prossime elezioni politiche sembra oramai certa: gli italiani si recheranno alle urne il 24 febbraio 2013. Ad indicare la data è stata il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e, in seguito, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano l’ha confermata, data la “complessità e delicatezza degli adempimenti tecnici connessi al voto degli italiani all’estero“. Il presidente della Repubblica sottolinea come sia “interesse del paese” che “non si prolunghi eccessivamente la campagna elettorale affinché’ possa ristabilirsi al più presto la piena funzionalità delle Assemblee parlamentari e del Governo in una fase sempre critica e densa di incognite per l’Italia“.

Salvo imprevisti dell’ultima ora, si andrà a votare l’ultima domenica di febbraio, mentre resta aperta l’incognita di una possibile discesa in campo di Monti.

Secondo Casini, il premier una decisione l’avrebbe già presa, “Secondo me Monti non è indeciso – dice il leader dell’Udc – in cuor suo la decisione l’ha già presa ma rispetta le regole, aspetta lo scioglimento delle Camere“. Intanto, sul sito ‘puoicontarci.org‘ parte la raccolta firme per la lista Montezemolo-Riccardi un indizio che qualcosa conferma, a partire dal favore all’iniziativa da parte di Monti.

Gli italiani, dunque, attendono la parola di Monti, l’unico che possa fugare ogni dubbio ma, l’annullamento della tradizionale conferenza stampa di fine anno, lascia in molti ancora col fiato sospeso, proprio perché in quella conferenza attendevano le parole chiarificatrici del premier. Prevista per il 21 dicembre, è stata rinviata dall’ordine dei giornalisti a data da destinarsi. Secondo Riccardi, Monti parlerà sabato o domenica.

Per il ministro Riccardi, tuttavia, il premier non scenderà in campo, “nel senso che questo è un genere calcistico che non gli appartiene – spiega – Il Professore sta impegnandosi in una serie di conversazioni con tantissime persone con tutte le opinioni e si sta interrogando su come essere utile al paese. Sta preparando il suo discorso, quello che posso dire è che per me l’agenda Monti e il Professore possono avere un ruolo importante per l’Italia“.

Ma se anche dovesse scegliere di giocare da protagonista la partita, il Pdl ha ormai rinunciato a Monti nelle vesti di federatore dei moderati. Angelino Alfano in merito ha riferito: “Il ponte levatoio aperto da Silvo Berlusconi nella direzione dell’area Monti è stato bombardato dalle dichiarazioni di stampa del centro che hanno detto con Berlusconi mai… ma quella era o sarebbe stata la strada giusta“. “Silvio Berlusconi è in campo e sono convinto che la Lega verrà con noi – continua Alfano – L’esito positivo di questo pronostico ci sarà nei prossimi giorni”. La conferma sembra arrivare dalle dichiarazioni di Matteo Salvini, segretario della Lega in Lombardia. “Mai con Silvio? Di sicuro c’è solo la morte – dice – e il governo della Lombardia merita qualsiasi sacrificio. Certo accettare Berlusconi sarebbe un sacrificio di quelli grossi, un sacrificione“.

Il Pdl abbandona dunque l’ipotesi di un Monti Leader e si affida nuovamente al Cavaliere, che da un lato continua l’offensiva tv e dall’altra smussa le divergenze con la Lega.

E il Pd intanto che fa? Per il momento mostra di non temere un’eventuale discesa in campo del Professore. Bersani, da Bruxelles, spiegaSiamo interessati in ogni caso ad avere un rapporto interlocutorio con Monti qualsiasi decisione prenda“.

Intanto proseguono i lavori delle Camere in vista dello scioglimento. Prosegue anche la discussione al Senato in merito  alla legge di stabilità, seppur l’aula, stando all’impegno assunto da Fini dopo un battibecco con il Pdl, dovrebbe essere pronta a passarla già domani. Oggi si comincia con l’esame del decreto legge sulle firme per le liste elettorali, poi si dovrebbe passare all’ultimo atto con la legge finanziaria.

Intanto, è arrivato il parere favorevole delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, all’unanimità ma con alcune osservazioni, al decreto legislativo sulle cosiddette liste pulite. Il provvedimento aveva già avuto martedì scorso il parere favorevole delle Commissioni competenti del Senato.

Il decreto legislativo rende operativa la legge anti corruzione nella parte in cui introduce il divieto di candidarsi a coloro che sono stati condannati per delitti non colposi con sentenza passata in giudicato. Misure che potrebbero diventare definitive a breve giro, così da rendere possibile l’applicazione già alle prossime elezioni politiche del 24 febbraio. I giochi sono tutti aperti, e il conto alla rovescia è già iniziato.

 

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