Moda, stile Vintage: lo stile di ieri e il potere evocativo di oggi

Al Museo del Tessuto di Prato va in scena una mostra del tutto innovativa che racconterà,  per la prima volta, come la pratica dell’usato, fortemente radicata nell’ambito della storia dell’abbigliamento e del  tessuto, sia stata capace nel tempo di caricare i concetti di vissuto e second hand di un irresistibile fascino generando un vero e proprio fenomeno di costume. Un percorso molto originale, tra storia ed evoluzione della più attuale tra le tendenze della moda contemporanea, il Vintage appunto.

Vintage. L’irresistibile fascino del vissuto“, questo il titolo dell’iniziativa, vuole anche essere un omaggio al potere evocativo dello stile di ieri . Organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato (Camera di Commercio di Prato, Comune di Prato, Provincia di Prato) in collaborazione con Cassa di Risparmio di Prato, SAPERI srl e Banca Popolare di Vicenza, ANGELO Vintage Archive e con la sinergia della Vice Presidenza di ACTE Italia (Associazione delle Città Tessili Europee) sarà interamente dedicata al tema del Fashion Vintage.

Il percorso tematico è organizzato attraverso precisi riferimenti cronologici, ma attenzione, non è solo una semplice esposizione di abiti e accessori appartenenti al passato della moda, è anche un modo per rintracciare origini, sviluppi e motivazioni che hanno fatto del vintage un elemento quasi indispensabile nella progettazione contemporanea della moda e del tessuto.

Vintage. L’irresistibile fascino del vissuto” è articolata in quattro differenti sezioni con oltre 100 capi d’abbigliamento e tessuti esposti, disposti, sia nella Sala Storica, sia, in parte, nelle ampie sale del primo piano del Museo, per un totale di circa 800 metri quadri di esposizione.

Dai particolari costumi antichi e dai preziosi manufatti tessili che raccontano della prassi di riadattare capi e tessuti per dare loro nuova vita e diversa funzione, al ruolo centrale di Prato nell’ambito del riuso della fibra e nella raccolta di enormi quantità di capi usati provenienti da tutto il mondo.

Dalle “divise” second hand – simbolo dei movimenti giovanili e di protesta – dal denim usurato e dalle uniformi personalizzate, agli abiti folk, dai Jeans d’annata, capi militari ai completi hippie carichi di valori culturali, carichi di interesse che diventa passione, per alcuni. Al fianco di notevoli raccolte private – vere e proprie collezioni vintage – ci sono oggetti curiosi, emersi dalla cernita e che ispirano suggestioni di un vero magazzino pratese dell’usato. Il tutto viene supportato da documenti video e da contenuti multimediali.
Filmati d’archivio e interviste a protagonisti come Giovanni Masi, figura pioneristica che già dagli anni Settanta contribuì ad imporre su scala nazionale i magazzini dell’usato di Prato e entusiasta promotore di progetti ed eventi sul territorio legati al tema del vintage come quella presentata oggi.

L’attenzione sempre più evidente per il glamour, la qualità e il potere evocativo di certi capi e accessori del passato da parte del mercato e dei media ha spinto sempre più le grandi maison a valorizzare il proprio patrimonio di stile costituendo, se possibile, dettagliati archivi d’azienda e anche proponendo sul mercato odierno delle riedizioni o nuove interpretazioni di pezzi icona che hanno reso celebre la storia delle stesse maison nel passato.

Una vero e proprio percorso nell’evoluzione dello stile vintage e dei valori ad esso associati nel tempo, ottenuto anche grazie alla collaborazione con A.N.G.E.L.O. Vintage Archive, uno degli archivi vintage italiani più rilevanti e documentati, e alla disponibilità di prestigiose case di moda come Gucci, Salvatore Ferragamo, Pucci e Max Mara e dell’Archivio Osti.

Vintage. L’irresistibile fascino del vissuto” sarà accompagnata da un ricco calendario di eventi a tema vintage realizzato in collaborazione con il Comune di Prato, che da dicembre a maggio 2013, coinvolgeranno visitatori ed appassionati così come esperti del settore e della comunicazione di moda come bloggers e social network.

 

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