News Politica — 17 dicembre 2012
Elezioni,PD: varate regole primarie, deroghe a 10 “rottamabili” in corsa

Bersani supera un’altra fase spinosa, e riesce a far approvare sia il regolamento per le primarie sia il le deroghe per 10 “Dinosauri” della politica, notabili del PD che hanno alle spalle già tre mandati in Parlamento, ovvero 15 anni pieni. Le deroghe, considerate uno degli scogli più duri da affrontare, alla fine vengono votate in blocco, con solo tre voti contrari e tre astenuti. D’altro canto poteva anche andare peggio, visto che i derogati sono dieci, mentre lo statuto ne permetterebbe molti di più, fino a 30. I veterani, e cioè quelli che stanno in Parlamento da almeno 15 anni, secondo lo Statuto del Pd non potrebbero ricandidarsi, tuttavia possono chiedere la deroga.

Il “listino Bersani”, invece, sarà composto da un 10% di candidati “blindati” (una cinquantina di nomi che sceglierà direttamente Bersani), che saranno “esentatidalle primarie, e saranno inseriti direttamente nella lista del Porcellum. Oltre a questo 10% blindato, dovrebbero aggiungersi un’altra ventina di persone – i capilista – che sono sempre nella disponibilità della segreteria. Il totale degli “esentati” salirebbe, quindi, a circa 115-120 persone. In pratica un mini listino bloccato. Le primarie degli eletti si terranno il 29 e il 30 dicembre 2012.

I dieci notabili derogati sono: Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Beppe Fioroni, Franco Marini, Gianclaudio Bressa, Cesare Marini, Mariapia Garavaglia, Angelo Agostini, Giorgio Merlo e Giuseppe Lumia. Giubilo e soddisfazione da parte del segretario Pier Luigi Bersani e dei suoi collaboratori, che affermano “Avremo un meccanismo che ci permetterà di eleggere molte donne e saremo il partito in Europa con la maggior presenza femminile in Parlamento”.

Le regole delle primarie

Chi non è parlamentare uscente, per partecipare alle primarie dovrà raccogliere firme pari al 5% degli iscritti su base provinciale o essere “catapultato” nella rosa a disposizione delle direzioni provinciali riservata a personalità della società civile.

Per “tutelare” la parità di genere, è prevista la doppia preferenza uomo/donna con l’obbligo di garantire almeno il 33% della presenza femminile nelle liste.

Non potranno candidarsi, invece, salvo deroga concessa dal partito,i sindaci di città superiori a 5 mila abitanti, assessori e consiglieri regionali, gli europarlamentari.

Potranno votare alle primarie gli iscritti del Pd fino al 2011 e i votanti delle primarie del 25 novembre che dichiarino di essere del Pd.

In direzione Pd è arrivato anche Matteo Renzi, che in mattinata aveva inviato una newsletter nella quale criticava i “soliti noti“, che dopo le primarie “si sono tornati ad affacciare” nel Pd. Ciò nonostante, Renzi è comunque di fatto alleato del segretario Bersani, che ha optato per la via del “rinnovamento” attraverso le primarie. Il sindaco Renzi, lasciando la direzione delle “parlamentarie” ha riferito: “E’ un fatto molto molto positivo che si tengano le primarie per consentire ai cittadini di scegliere gli eletti, che sarebbero altrimenti solo ‘nominati’ con il Porcellum”.

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