UE approva aiuti di Stato,3,9 miliardi di euro,per salvataggio Monte Paschi

La Commissione europea dà il via libera, anche se temporaneo, al salvataggio pubblico della banca Monte dei Paschi di Siena, con una somma che raggiunge quasi un quinto dell’incasso dell’Imu. In base alle norme UE sugli aiuti di Stato, è stata deliberata una ricapitalizzazione per 3,9 miliardi di euro nei confronti della terza banca italiana, il Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (“MPS”), per ragioni di stabilità finanziaria. La misura consentirà alla banca di conformarsi alle raccomandazioni dell’Autorità bancaria europea (ABE). L’approvazione è subordinata alla presentazione di un piano di ristrutturazione entro sei mesi dalla decisione odierna.

Il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena, resosi necessario dopo le operazioni dei tempi di Giuseppe Mussari ( sin dal 2007 quando acquisì la banca Antonveneta, recentemente finita sotto l’occhio del ciclone e per la quale i sindacati chiedono un’azione di responsabilità civile per gli ex vertici), “è necessario per preservare la stabilità del sistema finanziario italiano”. Questo è quanto sostiene la Commissione europea.

Mps potrà ricevere i suoi 3,9 miliardi di euro, solo dopo la presentazione di un nuovo piano di ristrutturazione, e tale somma potrà aumentare sino a quota 4,45 miliardi di euro, secondo quanto elaborato dal governo e dalla politica in questi ultimi mesi e, soprattutto, visti i conti malandati del gruppo bancario. Infatti la banca ha ultimamente avanzato altre richieste, oltre alla formula allunga – debito messa in campo abilmente per il pagamento degli interessi, che hanno decretato l’aumento, 1 miliardo in più rispetto alla richiesta iniziale che era stata di 3,4 miliardi, e cioè poco meno di un quinto dell’incasso che il Tesoro riceverà dal pagamento dell’Imu.

Gli aiuti arriveranno tramite emissioni obbligazionarie della banca, i cosiddetti Monti bond, che verranno sottoscritte dal ministero del Tesoro e che andranno a sostituire, con l’aggiunta di 2 miliardi, i precedenti Tremonti bond, ovvero gli aiuti ricevuti dal precedente ministro del Tesoro nel 2009, che Monte dei Paschi non è riuscita a rimborsare.

MPS riceverà un apporto di nuovi capitali sotto forma di strumenti ibridi di capitale che andranno a sostituire strumenti ibridi di capitale esistenti per un importo di 1,9 miliardi di euro che l’Italia ha sottoscritto nel 2009 ai sensi del regime italiano di ricapitalizzazione. Ciò incrementerà al 9% il coefficiente di capitale di base di classe 1 di MPS e consentirà alla banca di conformarsi a una raccomandazione dell’ABE che prevede una riserva supplementare temporanea a fronte dell’esposizione al rischio sovrano. In pratica la Commissione ritiene che la ricapitalizzazione di Mps mediante strumenti ibridi di capitale sia necessaria per preservare la stabilità del sistema finanziario italiano, in linea con la comunicazione della Commissione sulle norme in materia di aiuti di Stato alle banche nel contesto della crisi finanziaria.

MPS è una banca italiana quotata in borsa che offre un’ampia gamma di servizi finanziari a privati, imprese, clienti istituzionali e autorità pubbliche. La banca opera in Italia e in diversi mercati internazionali proponendo servizi che comprendono forme tradizionali di credito a privati e imprese (tra cui leasing, factoring e credito al consumo), la gestione di attivi e private banking oltre a servizi bancari d’investimento e di finanziamento delle imprese.

Nel 2009 MPS ha ricevuto 1,9 miliardi di euro sotto forma di obbligazioni bancarie speciali, i cosiddetti “Tremonti bond”, sottoscritte dallo Stato nel quadro del regime italiano di ricapitalizzazione. A differenza di tali obbligazioni, i nuovi strumenti prevedono un meccanismo alternativo di pagamento delle cedole in base al quale, se gli utili distribuibili sono insufficienti, MPS deve versare le cedole a scadenza annuale sotto forma di azioni di nuova emissione.

Il nuovo aiuto di Stato, inoltre, consentirà al direttore generale Viola di “sostenere il bilancio della banca dopo che lui stesso non è riuscito a a trovare deifinanziatori privati“, sostegno che si affianca “alla vendita di asset e a riduzione di rischi e costi all’interno di un piano triennale per riportare liquidità nelle casse della banca” che ha chiuso i primi nove mesi del 2012 con un rosso di 1,664 miliardi.

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