News Gusto&Sapori Economia — 16 dicembre 2012
A Natale c’è il rischio regalo tarocco: pericoli per cibo contraffatto

Alcune associazioni, la Guardia di Finanza e la Forestale lanciano l’allarme per questo Natale 2012, che vede molti italiani, con scarse risorse economiche, facili prede di falsari senza scrupoli, abili venditori del Made in Tarocco.

In giro si può trovare di tutto, dalle sigarette ad alto contenuto di catrame, tornate ampiamente su banchi dopo anni di assenza, ai fuochi d’artificio casalinghi, dalle borse di “marca” ai Rolex patacca, dai giocattoli nocivi, sino al pane cotto al forno con legna proveniente dalle bare e la mozzarella dopata. Con la crisi che via via si aggrava, cresce maggiormente la paura di non arrivare a fine mese e, molte persone, rischiano la salute a causa dei numerosi prodotti contraffatti che circolano sul mercato.

Capitale del prodotto contraffatto è Napoli, dove si possono trovare prodotti come il “paccotto”, mattoni al posto dell’Hi-fi, tipici dei quartieri Duchesca e Forcella, sino a prodotti e pietanze contraffatte, ben più pericolose. Un business vero e proprio che si sta via via espandendo.

Pur di non far mancare nulla ai familiari, alcune persone potrebbero incorrere nel rischio di fare acquisti sbagliati, come per esempio i più che pericolosi e nocivi giocattoli cinesi come robot, bambole, pupazzi e palloni. La Guardia di Finanza ha fornito alcune indicazioni: “I falsi si riconoscono dal prezzo troppo contenuto, dall’assenza della confezione rigida di cartone, dal marchio simile, ma non identico all’originale, dalla plastica che è di pessima qualità“.

Ma il pericolo scatta anche nei riguardi del cibo. Infatti, lo scorso 8 dicembre, le guardie del corpo forestale hanno sequestrato ingenti quantità di funghi (provenienza Polonia) contraffatti nel marchio, un enorme quantitativo di porchetta falso Ariccia e quintali di formaggi fasulli. Ma a destare maggior allarme è il pesce che, tra Caserta e Napoli, ha registrato un boom di falsi. Proprio qui infatti sono state sequestrate dagli agenti tonnellate di pesce fuorilegge: Melù venduto per merluzzo, totani per calamari, pangasio per cernia. Ma il pericolo maggiore riguarda la freschezza del prodotto: pesci con branchie colorate all’anilina per far credere che siano appena pescati, spigole gonfiate d’acqua e aria per farle apparire più grosse, sino alle iniezioni di nitrato di potassio che ravvivano il colore.

Un rivenditore, mantenendo l’anonimato, ha rivelato: “Per riportare il pesce a uno stato di apparente freschezza, ora molti usano il cafodos, un additivo di provenienza spagnola, vietato ma acquistabile online, che si unisce all’acqua ossigenata e si inietta nel pesce: è come se branzini e scorfani tornassero quasi vivi. Chi li mangia, può beccarsi allergie o peggio, ma non c’è pericolo di essere scoperti perché la presenza del cafodos scompare al contatto con l’acqua e il ghiaccio“.

In pratica per questo Natale di crisi le trappole e gli agguati sono ovunque. Feder-consumatori consiglia di acquistare pesce di qualità locale, ordinario, come sgombro,trota, sicuramente non contraffatto. I controlli non sono scattati solo nei riguardi di cibo o prodotti di uso comune, ma riguardano anche oro e gioielli, perchè il giro del falso è un business fiorente, soprattutto per i clan mafiosi. Nel 2009, infatti, al clan di Francesco e Mazzarella furono sequestrati beni per circa 20 milioni di euro. Nonostante i capi clan siano stati messi in prigione, il giro non si è affatto interrotto, anzi è più rigoglioso che mai. Viene seguito dalle mogli dei boss e da Annunziata Imparato, reggente del clan: le pescherie di piazza Mercato acquistavano di tutto dal suo giro, orate, cozze, gamberi e gamberoni, e ai ristoratori veniva dato un “consiglio“: rifornirsi “dalle paranze di casa, ovvero di fiducia”.

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