News Istituzioni Politica banner_home — 15 Dicembre 2012
Regione Lombardia, 40 indagati: Renzo Bossi comprava videogiochi coi soldi pubblici

Un altro scandalo coinvolge la Regione Lombardia. Circa 40 consiglieri regionali sono indagati in un’inchiesta della procura di Milano sull’utilizzo illecito dei rimborsi dei gruppi consiliari. Nell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e condotta dalla Gdf milanese, risulterebbero indagati consiglieri della Lega Nord e del PDL, tra cui i capigruppo, Paolo Valentini Puccitelli (PDL), e Stefano Galli (LEGA). A tutti i consiglieri indagati la Procura contesta spese al di fuori della loro attività politica.

Nel registro degli indagati anche Renzo Bossi che con i rimborsi avrebbe acquistato videogiochi, sigarette e, in particolare, bibite Red Bull e Nicole Minetti che avrebbe speso illecitamente 27 mila euro tra cene, acquisti di iPhone e iPad (750 euro). Tra gli innumerevoli oggetti acquistati con soldi pubblici, cene, degustazioni, cocktail, acquisti di carne in macelleria, pane, oltre a caffè, cappuccini, brioche e videogiochi, ma anche munizioni da caccia per 750 euro, acquistate da un consigliere leghista.
Gli accertamenti sugli utilizzi illeciti dei rimborsi regionali dei gruppi consiliari sono avvenuti a mezzo degli investigatori della Guardia di Finanza, nucleo di polizia tributaria.

I FATTI

Lo scorso 10 ottobre i finanzieri si recarono in Regione Lombardia, su mandato del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e di pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, con un decreto di esibizione di documenti, acquisendo poi, tutti i rendiconti dei gruppi consiliari lombardi di Pdl e Lega dal 2008 al marzo del 2011. In quella occasione furono indicati, su decreto, tre nomi di indagati per truffa aggravata e peculato: Davide Boni, leghista ed ex presidente del Consiglio regionale, già indagato in un’altra inchiesta per corruzione, Franco Nicoli Cristiani (Pdl) ex vice presidente del Consiglio regionale ed ex assessore, accusato di corruzione anche in un’altra inchiesta e l’ex assessore regionale Massimo Buscemi del Pdl. Nel mirino degli inquirenti sarebbero finite, soprattutto, le spese di rappresentanza e di comunicazione dei gruppi consiliari del Pdl e della Lega, ritenute sospette. Più precisamente i finanzieri avrebbero accertato spese illecite per cene e viaggi.
Cesare Bossetti, consigliere regionale della Lega Nord, avrebbe speso nel 2011 quasi 15 mila euro per acquisti in pasticceria e per colazioni, brioche e caffe’Angelo Giammario (Pdl), invece, avrebbe usato per fini personali, noleggio di auto e taxi, oltre 27.000 euro di soldi pubblici.

Cesare Bossetti, in diverse interviste avrebbe riferito: Io soffro di diabete ma vado spesso in una pasticceria di Milano, dove mangio“. Nella spesa, riferisce Bossetti a Repubblica, “ci sono anche le spese per i taxi, la ricarica del telefono, i libri. E’ tutto in regola – dice -. Possiamo spendere 18 mila euro al mese. Neppure nel 2011 ho raggiunto questo tetto. E nel 2012 ho speso solo 1.069 euro“. Alla Stampa Bossetti dice: “Uno va al bar, incontra degli amici, fa quattro chiacchiere e paga il caffé e tutto quanto“. Intervistato dal Messaggero, Bossetti ribadisce: “Non per giustificarmi, ma se mi danno 1.500 euro di rimborso e io sto dentro a questa cifra, non vedo qual è il problema. Soprattutto se si tratta di pranzi o cene in cui si parla di politica“.

Pierluigi Toscani, consigliere regionale della Lega Nord, giustifica così, al quotidiano Repubblica, le spese rimborsategli per l’acquisto di munizioni: “L’impiegata credeva che fossero cartucce per il toner della stampante e le ha inserite con le altre”. Sulle altre spese, quelle di dolci, cannoli, gratta e vinci e salsicce, Toscani dichiara: “Tutte cose che ho consumato durante le pause del Consiglio. A volte le ho offerte agli altri. Ho agito in buona fede, non mi sento in colpa, noi non abbiamo le carte di credito, paghiamo coi nostri soldi, consegniamo alle impiegate tutti gli scontrini, sono loro che selezionano quello che possiamo farci rimborsare”.

L’inchiesta colpisce anche Nicole Minetti. A suo carico ci sarebbero ristoranti, hotel e telefonini: consumazioni varie, circa 800 euro, all’hotel Principe di Savoia, 400 euro per sei coperti al ristorante Giannino e anche 16 euro per acquistare il libro Mignottocrazia di Paolo Guzzanti. Diverse migliaia di euro le spese sostenute da Nicole Minetti. La consigliera regionale, già imputata per il caso Ruby, avrebbe usato i soldi pubblici per prendere anche molti taxi, oltre a pagare cene in ristoranti di lusso di Milano. Stando all’inchiesta, la Minetti, anche se aveva già a disposizione un Ipad, ne avrebbe acquistato un altro da 750 euro.

Anche Renzo Bossi figura tra gli indagati e, anche per lui, l’accusa è di peculato.
Tra le spese illecite sostenute da Renzo Bossi ci sarebbero numerosi videogiochi, bibite e sigarette.

Roberto Formigoni, rispondendo ai giornalisti, ha dichiarato: “Batman non c’é in Lombardia. Credo proprio che i nostri gruppi abbiano rispettato fino in fondo le regole”.
Formigoni poi, ha precisato “due cose” sull’inchiesta rimborsi: “La prima – ha detto – è che mi stupisce che siano soltanto alcuni gruppi, visto che le regole sono uguali per tutti”. “La seconda cosa – ha precisato il governatore – è che in Lombardia le regole sono molto chiare, nette e del tutto diverse da quelle vigenti in altre Regioni: credo proprio che i nostri gruppi abbiamo rispettato fino in fondo le regole”.
Il leader della Lega, Roberto Maroni ha riferito che, al di là dei risvolti penali, “ho già avviato una verifica e tutti quei consiglieri che hanno violato il nostro codice di comportamento non saranno ricandidati, fossero anche tutti”.

I finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria stanno acquisendo i documenti relativi alle spese sostenute nel periodo compreso fra il 2008 e il 2012 da altri Gruppi consiliari, tra cui Pd, Idv e Sel, Partito Pensionati, Udc e gruppo misto, cioè tutti i gruppi rappresentati in Consiglio regionale oltre a Pdl e Lega Nord già coinvolti nell’inchiesta della Procura di Milano.

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