Il Sale Marino di Trapani ottiene l’IGP

La Commissione europea ha aggiunto il «Sale Marino di Trapani» all’elenco delle indicazioni geografiche protette (IGP). L’Indicazione Geografica Protetta «Sale Marino di Trapani» designa il sale marino estratto dalle saline di Trapani, Paceco e Marsala (Provincia di Trapani). Più in particolare tale area geografica ricomprende le saline della fascia costiera («La Via del Sale») delimitata a sud dall’abitato della città di Marsala, a nord da quello della città di Trapani, ad ovest dal Mar Mediterraneo (includendo le Isole dello Stagnone di Marsala: Isola Grande, Isola di Mothia, Isola Santa Maria), ad est dalla strada statale 115 (SS 115).

Il «Sale Marino di Trapani» è un sale integralmente naturale senza additivi, sbiancanti, conservanti o antiagglomeranti, particolarmente apprezzato per le caratteristiche di purezza dalle industrie conserviere italiane ed europee. Il sale, un prodotto apparentemente umile, è in realtà fondamentale per la vita di tutti i giorni, per tal motivo, se risulta di qualità, anche la nostra salute ne trae beneficio. Il «Sale Marino di Trapani» ha un più basso tenore di sodio rispetto al sale di miniera, o salgemma, meno costoso,  contiene oligoelementi indispensabili all’organismo umano, offre la possibilità di usarne quantità minori per via del suo maggior potere salante. Tutto ciò ha fatto sì che un prodotto di qualità salutistiche e organolettiche quale appunto il «Sale Marino di Trapani» ottenesse il marchio IGP.

Il «Sale Marino di Trapani» è ottenuto da acque pulitissime della riserva naturale marina delle Isole Egadi, proprio di fronte al litorale su cui insiste tutto il bacino di produzione. L’orografia dei terreni prospicienti la costa, bassi e in qualche caso addirittura in leggerissima depressione rispetto al livello medio del mare, insieme alla natura dei suoli, di elevata impermeabilità, contribuisce a rendere l’area vocata alla produzione di sale marino, consentendo l’efficacia e l’economicità dell’installazione e dell’alimentazione di impianti produttivi. Inoltre, la posizione geografica del territorio di produzione caratterizzata dalla presenza insignificante di immissioni di acqua dolce e le forti correnti garantiscono la costanza del grado di salinità e un elevato tasso di ricambio all’acqua di alimentazione.

Il «Sale Marino di Trapani» ha un’antica reputazione tanto sul territorio nazionale che sul piano internazionale, sia a livello commerciale che a livello di consumi. A conferma della lunga tradizione di coltivazione e raccolta del «Sale Marino di Trapani» valgono le notizie storiche relative alla commercializzazione di tale prodotto che risale a tremila anni fa quando i fenici misero al centro della loro economia il c.d. «oro bianco». La prima vera testimonianza di una salina a Trapani si ha grazie al geografo arabo Al-Abu ‘Abd Allah Muhammad, maggiormente noto come Idrisi o Edrisi, che nel suo «Libro per lo svago di chi ama percorrere le regioni», scritto per il re normanno Ruggero II nel 1154, racconta la presenza delle saline proprio davanti alla porta della città di Trapani. Per secoli le saline furono il biglietto da visita che consentì a Trapani di farsi conoscere in tutta Europa, costituirono il suo vanto, l’orgoglio di un territorio naturalmente idoneo alla coltura del sale grazie a un clima favorevole caratterizzato da una forte irradiazione solare, frequente ventilazione e da poche piogge.

I dati statistici e commerciali (Mondini 1999) confermano la reputazione nei secoli XVI e XVII del «Sale Marino di Trapani». Dopo il 1572, a seguito della conquista turca dell’Isola di Cipro, la Serenissima e il Ducato di Milano scelsero come mercato di approvvigionamento Trapani preferendolo alle più vicine Barletta e Valona.

La reputazione del «Sale Marino di Trapani» è rimasta in vita fino ai giorni nostri, ed anzi, grazie all’istituzione della «Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone» e della «Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco» è aumentata. Contestualmente a questi due eventi, infatti, si è diffusa sempre più la richiesta del «Sale Marino di Trapani», non solo per la qualità intrinseca del prodotto già consolidata sul piano commerciale, ma anche per l’immagine del territorio da cui esso proviene, protetto e monitorato dal punto di vista ambientale. Non a caso, infatti, le industrie alimentari più raffinate e attente come alcuni importanti prosciuttifici emiliani, caseifici ragusani, nonché alcune industrie conserviere siciliane e campane, scelgono di utilizzare il «Sale Marino di Trapani» nei rispettivi processi di produzione, per le sue caratteristiche di purezza particolarmente apprezzate dagli inizi del’900 anche dalle industrie ittico-conserviere del Nord Europa.

Tale reputazione, soprattutto sul piano internazionale, è confermata anche dall’attribuzione della medaglia d’oro in occasione dell’Exposicion Internacional de Medicina e Higiene di Buenos Aires nel 1910.

A testimoniare la grande attenzione per il territorio si ricorda che la «Via del Sale», definita come la via costiera che delimita l’area di produzione e congiunge da nord a sud la città di Trapani e la città di Marsala attraversando il territorio del comune di Paceco, è stata insignita nel 1995 della candidatura italiana al I Gran Premio del Turismo Ambientale, promosso dall’Unione Europea.

L’Unione europea dispone di tre sistemi per promuovere e tutelare le denominazioni dei prodotti agricoli e alimentari di qualità: DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG (specialità tradizionale garantita). Detti sistemi favoriscono sia la diversificazione della produzione agricola, sia la protezione nei confronti di imitazione e usurpazione, informando i consumatori sulle specifiche caratteristiche del prodotto. Questo sistema, oltre ad aiutare i produttori del settore agricolo, offre anche una garanzia al consumatore:  la qualità del prodotto cercato.

S.Bonv.

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