PMI nel mondo,agricoltura Lombardia: 31.000 aziende agricole beneficeranno dei fondi PAC

Nei giorni in cui il tema della riforma della Pac a Bruxelles fa discutere sia in Italia, sia in altri Stati membri, i quali tentano disperatamente un negoziato sul bilancio pluriennale 2014-2020 che prevede una Pac dilaniata dai tagli, la Regione Lombardia procede con una nuova erogazione di fondi, circa 200 milioni di euro, a partire dal 3 dicembre prossimo.

In sostanza la Regione Lombardia anticiperà alle aziende agricole il 90% dei fondi Pac (Politica agricola europea) 2012. La notizia arriva nel corso di una conferenza stampa odierna, tenuta da Roberto Formigoni e dall’assessore all’Agricoltura Giuseppe Elias.

Formigoni ha affermato cheSi tratta di un ulteriore 40% di anticipo, che va ad aggiungersi al 50% gia’ erogato nel luglio scorso. Una forte iniezione di liquidità – in tutto 450 milioni di euro – su cui potranno contare le 31.000 aziende agricole lombarde”.

L’assessore all’Agricoltura Giuseppe Elias ha dichiaratoLa decisione assunta conferma ancora una volta il costante impegno nei confronti del comparto agricolo, che rappresenta uno dei settori trainanti dell’economia lombarda e che si trova ad affrontare una crisi molto difficile. A breve, tra l’altro, si profilano gli onerosi impegni del pagamento dell’Imu. La decisione della Regione conferma, inoltre, anche l’impegno a utilizzare velocemente e bene i fondi erogati dalla Commissione europea che, in questo ambito in particolare, rappresentano un importantissimo sostegno per un’agricoltura rispettosa del territorio e attiva nella salvaguardia dell’ambiente, nella tutela dei lavoratori e del benessere degli animali”.

Il restante 10% sarà erogato alla fine di determinati controlli in corso da parte dell’agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), che, per conto della Commissione europea, sta verificando, mediante foto satellitari, la corrispondenza tra le superfici dichiarate per l’ottenimento dei fondi Pac e le reali estensioni dei terreni agricoli, ai fini di aggiornamento e il successivo ottenimento dei contributi. Una rilevazione che avviene ogni tre anni per garantire la massima equità e trasparenza nella concessione dei contributi europei.

L’assessore Elias ha infine aggiunto: “Comunque, entro il mese di gennaio, tutte le aziende che non avranno situazioni di anomalia riceveranno anche l’ultima tranche del pagamento”.

Intanto, in questi giorni verrà discussa la bozza del presidente del Consiglio Ue, Herman van Rompuy, secondo la quale la spesa agricola andrebbe sottoposta ad ulteriori tagli. Infatti, una riduzione in termini reali era già stata operata con la proposta di bilancio pluriennale presentata dalla Commissione Ue nell’estate del 2011.

La bozza di bilancio presentata da Van Rompuy prevede un taglio di 29,499 miliardi di euro per i fondi strutturali (compresi quelli per le regioni) e in generale per la politica di coesione, rispetto ai quasi 339 miliardi della proposta della Commissione Ue. Tagli drastici anche ai fondi per la Politica agricola comune (Pac): -25,5 miliardi per il periodo 2014-2020, rispetto a quanto proposto della Commissione. Secondo alcune fonti comunitarie, questo sarebbe un vero e proprio “disastro” per la Pac, oltre ad un “rischio rinazionalizzazione“.

Per quanto riguarda l’Italia, l’agricoltura rischia di perdere complessivamente 4,5 miliardi di euro: oltre 2,5 miliardi di aiuti diretti ai produttori e 2 miliardi di fondi per lo sviluppo rurale.

In sostanza il bilancio della Pac proposto dalla Commissione resta uguale a quello del 1992, non tenendo conto che, oggi, le aziende agricole sono praticamente raddoppiate. Contro i tagli agricoli di Van Rompuy sono insorti, in pratica, tutti gli stati membri: capofila la Francia e i beneficiari netti dei fondi Ue, che con la bozza Van Rompuy vedrebbero vanificati anche i fondi per la coesione. L’Italia ha reso noto che “il documento è un passo indietro che allontana le possibilità di accordo”. Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi, invece, vorrebbero tagli ancora più incisivi. La Germania, considerata l’ispiratrice della bozza Van Rompuy, si mantiene in una posizione meno netta.

Tutti sono contrari alla bozza Van Rompuy, ma le divisioni circa il fatto di migliorarla sono marcate e profonde, tanto da prevedere un’intesa solo nel 2013Il processo di riforma della Pac rischia così di non potersi concludere in tempi brevi, brevi quanto l’avvicinarsi della data per l’entrata in vigore: il 1° gennaio 2014.

 

Print Friendly, PDF & Email

Share

Articoli collegati

About Author