Dalla Calabria la liquirizia prediletta dal mercato, dalle potenti azioni benefiche

L’Università di Wurburg in Germania, dopo un’attenta e accurata selezione, ha eletto la liquirizia come pianta medicinale dell’anno 2012. Tipico arbusto legnoso cche raggiunge un metro di altezza, questo benefico e portentoso dono della natura ha diverse proprietà medicinali e viene utilizzata principalmente nella produzione di bevande. Le radici più sottili invece, dopo un  processo di essiccazione, vengono distribuite al consumatore sotto forma di bastoncini da masticare.

Dalle radici più corpose si estrae un succo nero dal sapore agro-dolce che contiene un 10-20 % di glicirizzina, un edulcorante naturale che dolcifica fino a 100 volte in più del saccarosio. È proprio questa sostanza che garantisce le innumerevoli proprietà curative della liquirizia, vediamo alcune:

  1. azione antinfiammatoria, grazie alla presenza dei flavonoidi la liquirizia sembra un toccasana contro tosse e mal di gola. Grazie alle propietà emollienti risulta utile anche per asma e tosse secca
  2. azione antiossidante, grazie ai flavonoidi che combattono i radicali liberi e proteggono da malattie a carico del sistema cardio-circolatorio
  3. azione antivirale grazie proprio alla glicirizzina presente nell’arbusto che è in grado di bloccare le infezioni
  4. azione lassativa: grazie alla presenza di mannite, uno zucchero in grado di contrastare la stipsi attirando acqua nell’intestino e facilitando lo svuotamento del colon
  5. effetto saziante della fame, tanto che viene utilizzata nei regimi alimentari ipocalorici

Le proprietà della liquirizia sono utili anche per combattere il tabagismo. In questo caso la pianta officinale viene utilizzata sotto forma di infuso e decotto. 

Anche se le proprietà della liquirizia sono molteplici, non è un rimedio utilizzabile da tutti. Infatti, per le  persone ipertesenelle donne in gravidanza e in allattamento è sconsigliata a causa della presenza dell’acido glizzirico.

La liquirizia cresce in Calabria lungo il litorale in maniera spontanea o coltivata. Grazie  alla natura del suolo e alla particolarità del clima presente il contenuto di glicirrizina, il principio attivo dell’estratto di liquirizia, risulta  in percentuale  più bassa rispetto alle medesime specie e varietà coltivate in altri luoghi, facendo diventare questa varietà la prediletta dal mercato. 

In particolare le zone dei comuni di Rossano e Corigliano già agli inizi del XVIII dedicavano una vera e propria tradizione alla produzione della liquirizia, tanto che oggi ben l’80% della produzione nazionale è concentrata proprio in questa regione calabrese. Nel 2010 la Commissione europea ha poi accettato la domanda di registrazione della “Liquirizia di Calabria” come Denominazione di Origine Protetta (DOP).
Un altro degli innumerevoli prodotti della nostra penisola che a pieno titolo entra nella Denominazione di Origine Protetta.  Il marchio DOP come “Liquirizia di Calabria” è riservata solo alla liquirizia fresca o essiccata e al suo estratto, e la pianta dovrà provenire solo dalle coltivazioni e dalle piante spontanee di Glychirrhiza Glabra, nella varietà denominata in Calabria come “Cordara“.

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