Pullover, maglie e abiti “Non di serie”: Kika Pavesi una delle ultime magliaie e sarte della vecchia Milano

Percorrendo Via Panfilo Castaldi, a Milano, non si può non vedere la boutique di Kika, una delle ultime sarte, magliaie e artigiane creative esistenti ancora, in uno dei più vecchi quartieri storici di Milano, il Lazzaretto.

In quella zona Kika Pavesi la conoscono più o meno tutti, una donnina tenace, molto comunicativa, che affacciata alla strada, davanti alla sua vecchia vetrina, lavora la maglia come oggi nessuno, o quasi, sa più fare. Il suo vecchio atelier, con oltre 40 anni di storia, è una babilonia di tessuti che Kika usa nei modi più insoliti, personalizzandoli e creando modelli davvero unici. Gli splendidi maglioni di Kika, ogni modello esiste al massimo in 5 capi, negli anni passati sono stati oggetto di pubblicazioni sui maggiori settimanali femminili italiani, ne sono un esempio Anna, Grazia e Amica, oltre ad essere lei stessa oggetto di interviste di numerosi giornalisti incuriositi e affascinati dalla sua personalità e dal suo lavoro, eseguito manualmente in una delle più emozionanti zone della Vecchia Milano. Kika Pavesi ha lavorato negli anni per grandi nomi come Fiorucci, Valentino e Venturi, solo per citarne alcuni, ed ha avuto clienti “Vip” come Gaber, Amanda Lear, Malgioglio, Mietta e tanti altri. Ma quello che caratterizza maggiormente la boutique di Kika è il raffinato caos di stoffe, gomitoli, colori senza il quale non si esprimerebbe tutta la sua originalità e creatività che plasma il vero “su misura, l’originale fatto a mano”, tipico della moda Made in Italy. Da Kika puoi trovare davvero di tutto e soprattutto puoi riparare di tutto, Kika esegue riparazioni su vestiti d’ogni sorta, crea cappelli, borse, sciarpe e copri spalle unici, e ancora, cappotti e abiti ai quali abbina, con estrema raffinatezza, delle vere e proprie opere d’arte visiva, quelle del suo compagno di sempre, Luigi Magistrali, pittore dalla personalità libera e vivace che crea dei piccoli capolavori dal gusto poetico e originale.

Le opere trasposte sulle creazioni sartoriali di Kika, risentono delle influenze di grandi artisti come Bacon, Dix ed hanno una originalità poco discutibile nel loro genere. Kika e Luigi mostrano insieme un utilizzo dell’arte per scopi che esprimono la loro essenza, la loro anima, più o meno comprensibile ai più ma indubbiamente veicolo indiscusso di idee, sogni e ricordi che sanno di emozione, di vita, di unione: entrambi, uniti dall’arte, conducono il visitatore in un viaggio fantastico, etereo, quasi magico. Nel negozio di Kika dunque, non c’è solo moda, artigianalità, tessuti e lane, ma esiste anche una dimensione del viaggio dell’anima tra due personalità artistiche, Kika e Luigi, che racchiudono un vortice di sentimenti e passioni trascinanti.

S.B.

 

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